Pubblicato da: Tony Troja | maggio 17, 2008

La sindrome di Stoccolma e il suo vaccino

Sono stato recentemente in Svezia, a trovare un amico italiano che lavora lì da un po’ di tempo. Mi sono detto “vado anche io perchè, onestamente, negli ultimi due anni, ho cambiato lavoro quattordici volte grazie alla legge 30”. Prima di partire comincio a prendere informazioni sulla Svezia e sulle possibilità di lavoro nella capitale. Proprio in quei giorni, mentre facevo zapping, mi fermo su Italia1 dove Paolo Del Debbio illustrava le differenze tra gli stipendi minimi e le tasse degli italiani e degli svedesi. Che tempismo…

Noto che gli stipendi annuali minimi italiani ammontano circa a €12.000 mentre quelli svedesi a circa €24.000 e che le tasse pagate dagli italiani sono il 45,9% contro il 45,4% degli svedesi. Quindi, in sostanza noi paghiamo più tasse per avere anche meno servizi. Il mio amico, chattando un po’ la sera, mi spiega che non è del tutto vero che la vita in Svezia è molto cara. Alcune cose lo sono, ma per il resto si vive sicuramente meglio che in Italia. Un esempio solo le utenze casalinghe. L’acqua corrente è a costo zero e la stessa acqua che esce dal rubinetto è potabilissima, i consumi di luce e di gas costano un quarto rispetto al nostro Paese.

Mi sono detto: “IO VADO IN SVEZIA!”. Ci sono andato, ed ecco cosa mi è successo:

Da premettere che in Svezia parlano tutti un ottimo inglese.

Il mio amico giorni prima, aveva parlato con il suo capo per un posto da barista/cameriere dentro una grande struttura adibita al gioco. Il manager gli chiede se io parlo svedese. Ovviamente no, ma il mio amico aggiunge che parlo quasi correttamente cinque lingue. Lui risponde, allora, che sarebbe meglio se io parlassi svedese. Sentendosi dire così, il mio carissimo amico non approfondisce e mi suggerisce di andare un’agenzia di lavoro. Quindi mi reco all’Adecco di Stoccolma, visto che Adecco è il gruppo leader mondiale nella gestione delle risorse umane, e penso che il metodo usato dalle agenzie italiane sia uguale a quello svedese. In pratica, in Italia, vai all’Adecco della tua città, riempi il loro modulo con i tuoi dati, il tuo titolo di studio e le esperienze lavorative, e in base a quello, “cercano” un lavoro per te. All’Adecco di Stoccolma, mi presento, e in un perfetto inglese, dico che sono italiano e cerco lavoro nella capitale. La signora tanto gentile dell’agenzia mi dice senza aggiungere altro che non ci sono posti di lavoro disponibili. Chiedo se è per un discorso di nazionalità, visto che noi italiani all’estero, grazie ai nostri politici, siamo considerati sempre pizza e mandolino, ma per fortuna l’impiegata mi da come spiegazione il fatto che bisogna essere iscritti nelle “liste di disoccupazione” svedesi per poi essere richiamati in un secondo tempo per affrontare un colloquio con l’agenzia. Vado via un po’ scornato e vado a pranzo fuori con il mio amico italiano per distrarmi un po’. Ci incamminiamo e vediamo un ristorante dal nome tipicamente italiano. Entriamo, ci sediamo e ci accorgiamo che il maitre è un nostro connazionale e allora, il mio amico gli chiede se cercano un cameriere o quant’altro. Il responsabile della sala, ci dice che in estate prendono sempre degli extra ma devono parlare svedese. Mi chiede quante lingue parlo e poi mi fa una domanda: “MA COME, PARLI ITALIANO, INGLESE, FRANCESE, TEDESCO E SPAGNOLO E NON PARLI LO SVEDESE?!?”. Rimango basito visto che comunque, lo svedese non è una vera e propria lingua e quindi mi sento un po’ preso per il culo. In ogni caso, il maitre mi da un modulo di richiesta di assunzione rigorosamente in svedese e grazie al suo aiuto lo compilo e glielo consegno. Mi risiedo a tavola e leggo il menù. Sorprendentemente, mi accorgo che il menù è in due lingue: svedese e inglese. La presa per il culo, dentro la mia testa, aumenta sempre più. Ma decido di non pensarci e mi gusto il pranzo. Chiedo al mio amico cosa si deve fare per cercare casa a Stoccolma. Mi risponde dicendo che il sistema è un po’ barbino. In buona sostanza vai in una agenzia (ne esiste una sola) che si chiama Bostad Direkt e paghi 700 corone (circa 75 euro) per avere dei numeri di persone che affittano case e appartamenti. ATTENZIONE!: non è detto che pagando e avendo il numero di telefono di un proprietario di casa quest’ultimo ti affitta l’immobile! NO! Fai un colloquio con lui e in base a tanti fattori (simpatia, antipatia, reddito, lavoro, figli, animali…) decide se affittarti casa o meno.

Alla fine, le differenze tra la Svezia e l’Italia sono poche ma fondamentali:

In Svezia, acqua gratis e bollette di luce e gas bassissime; in Italia no. 

in Svezia parlano tutti inglese e cercano di salvare la “lingua svedese”; in Italia parliamo a malapena un corretto italiano e rifiutiamo di imparare la lingua più parlata al mondo.

In Svezia prima si pensa ai bisogni degli svedesi e poi a quelli degli extracomunitari o del resto d’Europa; in Italia facciamo l’esatto contrario.

In Svezia ti affittano una casa più facilmente se sei svedese; in Italia se sei extracomunitario.

In Svezia esiste l’ID card per gli stranieri; in Italia il permesso di soggiorno.

ALLA FACCIA DELL’EUROPA UNITA.

 

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Responses

  1. bravo sei in gamba anche io sarei interessato ad intraprendere un attivita lavorativa a stoccolma e se ci fossero delle serie opportunita le prenderei al volo cmq bravo cesario

  2. ciao Toni,
    io sono mezza norvegese e mezza italiana, ho vissuto per tanti anni in Norvegia e ti posso assicurare che “il sociale” scandinavo è quanto di meglio ti possa offrire tutta l’Europa in questo momento(e la Svezia ovviamente non si differenzia di molto ).Sono tornata in Italia da tre anni ma ogni tanto (ad ogni elezione in realtà)penso che mi piacerebbe ripartire per il grande Nord.Ma tu secondo me non ci devi andare, tu servi qui!!Servi a farci divertire un sacco e a risvegliare qualche coscienza..
    Ciao grandissimo


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